venerdì 20 gennaio 2012

What's Your Number?


Ci sono due tipi di intrattenimento che convogliano tutto il loro essere nell'assurda convinzione del preconcetto. Per entrambi la commedia è il loro terreno fertile. Il primo è il più classico dei modi di fare cinema, l'umorismo sottile, quello che alcuni erroneamente chiamano “all'inglese”, ma che aiuta le labbra a storcersi in genuini sorrisi. Il secondo invece è quel tema che i produttori, soprattutto americani, inseguono, portati dal trash italiano di Pierino o dalle esplosioni di madame francesi che mostravano gratuitamente il loro corpo, al servizio del capitombolo dell'imbranato protagonista.
Proprio in questa seconda trance della commedia sexy rientra Waht's Your Number?, per il quale anche il critico più affermato prova difficoltà a trovarle una ragion d'essere. Il sistema adottato è semplice: lei è la “classica” troietta disoccupata (così almeno la protagonista si definisce con agitato orgoglio) che arrivata al suo diciannovesimo incontro notturno si trova a dover assimilare la notizia che una donna può arrivare massimo a venti, prima di rischiare la zitellaggine. Il panico serpeggia nella sua mente quando si trova a letto, con l'ultimo uomo a sua disposizione.
Decide allora, supportata da idee che solo le dodicenni davanti ad un numero di Cioè possono avere, di rincorrere tutti i suoi ex per trovare finalmente marito e non sforare nei ventuno. L'aiuterà il vicino, lo stallone di turno, perennemente in costume adamitico. Non sapendo come affiancare l'apollo Chris Evans (Captain America: The First Avenger) alla frustrata disoccupata, il regista Mark Mylod (Ali G Indahouse) ha optato per una trovata probabilmente ragionata tra i cinque e i venti secondi.
L'altalenante Anna Faris (The House Bunny), che ancora non capiamo se sia simpatica ma bruttina per le sue labbra perennemente ritratte e bagnate e il suo accennato slapstick o se sia bella ma antipatica per la gratuita mostra che fa del suo corpo tonico e il suo ritrito modus da commedia, si butta in questo obrobrio senza capo né coda.
L'innamoramento, il lieto fine, il marito agognato, sono palesi, ma anche se scontati ci dovrebbe essere comunque spazio per virtuosismi registici, battute frizzanti, ritmi incessanti. Il mistero dopotutto non si addice alla commedia. Il regista però, insieme a Gabrielle Allen e Jennifer Crittenden qui sceneggiatrici, si dimentica tutto o quasi, portando la sua blanda idea iniziale come unico baluardo prima della noia.
Si prova ad inserire il matrimonio della sorella per aumentare gli ambienti dediti all'humor, ma anche questa soluzione risulta scialba e la pellicola non solo non decolla mai, ma instaura un rapporto con il pubblico che varia tra la rabbia intellettuale e la depressione metafisica.
Seguire le orme di Friends With Beneftis o Virgin Territory non è mai un bene, se poi ci si trova di fronte ad un prodotto addirittura inferiore, allora non si può fare altro che girare lo sguardo alla locandina accanto e provare a rilassarsi con altri generi o altri clichè.
Dire che il titolo italiano Sex List, forse per la prima volta nella Nostra storia, rende pù giustizia di quello originale, allora la frittata è bella che fatta.

Voto: 4.5/10

Andrea Bandolin

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