One
day, scritto da David
Nicholls, nel 2009
divenne un caso editoriale. Ottenne successo e fama, abbastanza per
essere pescato dalle massime case produttrici. L'hanno scampata nella
pesca la Random House,
potente colosso britannico e la Focus
Features, studio
cinematografico divisione della Universal;
Lone Scherfig,
regista danese di An eductaion,
si aggiunge poi allo stesso Nicholls, che qui fa le veci di
sceneggiatore.
Emma e Dexter sono i protagonisti del libro e
della pellicola, insieme al 15 luglio, giorno in cui i due
sono chiamati ad incontrarsi in diversi anni, dal 1989, anno della
loro laurea e del loro primo incontro, fino al 2006, luogo di
un'importante svolta (che eviterò di svelare). Il gioco è semplice:
descrivere un solo giorno, tra i 365 disponibili, in cui Emma e
Dexter si riincontrano, sia fisicamente come amici, sia come
innamorati latenti, sia come sposi, sia come voci al telefono; ma
cinquecento pagine sono difficili da rendere in un'ora e quaranta di
film e nemmeno lo stesso autore alla fin fine ci riesce.
Emma e Dexter non sono altro che i protagonisti di quei
giorni, raccontati con tanta piattezza da far sparire quasi per
intero la storia. Come due bambini la Sherfig e Nicholls descrivono
il 15 luglio nei venti anni, con nozioni basilari, poco incisive,
come quando si vuole riassumere una storia ad un amico.
Non c'è nessuna impronta del Nicholls scrittore, né
nessun originale legame tra la Scherfig e il libro e il film continua
ad andare avanti, il 15 luglio 1990, '91, '92, 2000, 2003, fino alla
fine, senza acquisire, ma togliendo molto. La calma piatta è
evidente e non si capisce se quel giorno così protagonista nella
vicenda, sia un'infantile idea falsamente originale o un importante
snodo per Emma e Dexter.
In questi giorni però una nota positiva c'è, anzi due:
Anne Hathaway/Emma (The Devil Wears Prada) e Jim
Sturgess/Dexter (Across the Universe) sono calati
magnificamente nella parte, l'una apparentemente sfigata secchiona
dedita all'autocommiserazione, l'altro spavaldo e televisivo portato
all'autodistruzione.
E
in tutto questo, in questo unico giorno reiterato, questa pellicola
scialba e senza effetto segue le orme del non originale che negli
ultimi dieci anni sta andando di moda (forse per una scarsa vena
creativa), ma che si allontana oltremodo da quei film che dalle
pagine di carta avevano preso dando un linfa vitale tutta nuova ed
originale, come successo a The Road,
dal premio Nobel Coetzee, o a The Lord of the Rings: The
Return of the King, terzo
magnifico capitolo dell'amatissimo Tolkien. Tanto per fare due
esempi.
Voto: 5.5/10
Andrea Bandolin

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