martedì 10 gennaio 2012

One Day


One day, scritto da David Nicholls, nel 2009 divenne un caso editoriale. Ottenne successo e fama, abbastanza per essere pescato dalle massime case produttrici. L'hanno scampata nella pesca la Random House, potente colosso britannico e la Focus Features, studio cinematografico divisione della Universal; Lone Scherfig, regista danese di An eductaion, si aggiunge poi allo stesso Nicholls, che qui fa le veci di sceneggiatore.
Emma e Dexter sono i protagonisti del libro e della pellicola, insieme al 15 luglio, giorno in cui i due sono chiamati ad incontrarsi in diversi anni, dal 1989, anno della loro laurea e del loro primo incontro, fino al 2006, luogo di un'importante svolta (che eviterò di svelare). Il gioco è semplice: descrivere un solo giorno, tra i 365 disponibili, in cui Emma e Dexter si riincontrano, sia fisicamente come amici, sia come innamorati latenti, sia come sposi, sia come voci al telefono; ma cinquecento pagine sono difficili da rendere in un'ora e quaranta di film e nemmeno lo stesso autore alla fin fine ci riesce.
Emma e Dexter non sono altro che i protagonisti di quei giorni, raccontati con tanta piattezza da far sparire quasi per intero la storia. Come due bambini la Sherfig e Nicholls descrivono il 15 luglio nei venti anni, con nozioni basilari, poco incisive, come quando si vuole riassumere una storia ad un amico.
Non c'è nessuna impronta del Nicholls scrittore, né nessun originale legame tra la Scherfig e il libro e il film continua ad andare avanti, il 15 luglio 1990, '91, '92, 2000, 2003, fino alla fine, senza acquisire, ma togliendo molto. La calma piatta è evidente e non si capisce se quel giorno così protagonista nella vicenda, sia un'infantile idea falsamente originale o un importante snodo per Emma e Dexter.
In questi giorni però una nota positiva c'è, anzi due: Anne Hathaway/Emma (The Devil Wears Prada) e Jim Sturgess/Dexter (Across the Universe) sono calati magnificamente nella parte, l'una apparentemente sfigata secchiona dedita all'autocommiserazione, l'altro spavaldo e televisivo portato all'autodistruzione.
E in tutto questo, in questo unico giorno reiterato, questa pellicola scialba e senza effetto segue le orme del non originale che negli ultimi dieci anni sta andando di moda (forse per una scarsa vena creativa), ma che si allontana oltremodo da quei film che dalle pagine di carta avevano preso dando un linfa vitale tutta nuova ed originale, come successo a The Road, dal premio Nobel Coetzee, o a The Lord of the Rings: The Return of the King, terzo magnifico capitolo dell'amatissimo Tolkien. Tanto per fare due esempi.

Voto: 5.5/10

Andrea Bandolin

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