Liberamente ispirato a Cactus Flower con l'accoppiata Ingrid Bergman-Walter Matthau, questa commedia americana, sempre collocata nella più classica e banale del genere, riesce comunque nel suo intento primordiale: far ridere.
Adam Sandler (Zohan) è Danny, chirurgo plastico lasciato all'altare che per ripicca contro le donne, usa la sua vecchia fede per portarsele a letto. Trovata poi l'anima gemella (Brooklyn Decker), farà di tutto per cambiare, ma incorrendo nelle più classiche menzogne che lo porteranno sempre più fuori dalla sua vera vita.
Infine costringerà la sua assistente Katherine (Jennifer Aniston) ad aiutarlo, combinando una farsa che vede la tranquilla e morigerata assistente a impersonare l'acolizzata ex moglie di lui, e Danny a calarasi nella parte del bravo padre, giocando con i figli di lei a cui poi si affezionerà.
Non ha spunti nuovi, né una sceneggiatura costruita con battute intelligenti o sketch esilaranti, la pellicola del regista Dennis Dugan (Jack and Jill), ma ha la ragion d'essere della vera commedia americana che si articola per intrattenere il fruitore e regalargli la giusta dose di spirito, non tralasciando i buoni sentimenti che arrivano in un finale tra i più scontati.
Due ore forse sono troppe per una storiella così acqua e sapone e alla fine si sente questo sforamento di durata, ma viene giustificata dal tanto agognato happy end che rimane interessante proprio quando viene tirato per le lunghe.
Come successo per il Gatto di Puss In Boots che da protagonista incontrastato si trova sbalzato dall'uovo Humpty Dumpty, così anche il protagonsita Sandler, comunque bravo con la sua mimica irriverente, viene eclissato dalla bella e brava Aniston che si trova sempre più a suo agio nella commedia romantica, ma che aspira a ben altri ruoli, giocando tra tranquillità e volgarità.
Presto detto, la pellicola ha il merito di essere divertente almeno in parte con dei comprimari veramente sopra le righe (come il cugino Nick Swardson alle prese con un accento germanizzante o Nicole Kidman che si lancia in una particina da applausi) e dalle ambientazioni ormai in voga nel panorama Hollywoodiano.
Se non c'è voglia di assurgere a dinamiche artistiche bene precise ed elevate, almeno si ha la convinzione che una pellicola creata per far ridere, senza troppi giri di parole, ha l'obbligo di farlo e con molta chiarezza, magari trasportata da attori validi e da seconde linee ancora più efficaci.
Dugan riesce in tutto questo, lasciando comunqune qualche dubbio su percorsi ritmici che a volte vanno alla deriva, lasciando lo spettatore un po' stranito.
Voto: 6/10
Andrea Bandolin
Voto: 6/10
Andrea Bandolin

