martedì 10 gennaio 2012

Friends with Benefits


New York, la grande terra delle occasioni e del frenetico vivere, sboccato, strafottente. Los Angeles, il mondo delle star, solare e falsamente educato schermo protettivo.
In un certo qual senso sono loro le protagoniste di questo film, caratterizzate rispettivamente (molto superficialmente) dall'intraprendenza di Mila Kunis/Jamie e dall'aplomb contemporaneo di Justin Timberlake/Dylan.
Sì perchè lui prende un lavoro a New York come capo redattore di GQ ed è lei, cacciatrice di talenti, a trovarglielo. Poi si conoscono, si lamentano delle proprie delusioni amorose fatte di clichè triti e ritriti, e decidono di avere una storia esclusiva, costruita sul sesso. Solo sesso, tra amici, senza conseguenze sentimentalmente imprigionanti.
Dati alla mano, questo neofilone sembra risultare molto appetibile al pubblico americano e anche in Italia qualche soldo lo ricava, ma al di là della mera economia, qualche dubbio c'è sulla concretezza che esprime.
Will Gluck (già regista del simpatico Easy girl) vorrebbe avere uno sguardo classico sul capitalismo soprattuto americano, ma tranne qualche inserimento di citazioni a livello casuale, il resto rimane probabilmente nella sua mente.
Quello che esce dal clou del film (le scene di sesso) è una visione abbastanza sterile e poco divertente di una coppia-noncoppia sempre nuda. I due attori si sono divertiti (spiegano) e ciò si vede dalla loro affinità e complicità durante le scene più “difficili”, ma è una questione fine a se stessa, rintanata fuori dal rettangolo che viene ripreso.
Nonostante quindi bravi attori, da notare anche i comprimari (Jenkins su tutti), la pellicola non decolla mai, anzi si stabilizza già dall'inizio sul binario della prevedibilità. Appena vista la prima scena, tralasciando piccoli particolari, si viene trasportati su una strada molto banale e a tratti noiosa.
In più la pellicola è affastellata da falsi moralismi, da perbenismi (esempio l'Alzehimer del padre di lui), bilance di quello spettacolo lussurioso che forse dovrebbe osare di più.
Sicuramente si sta cercando di rifondare la commedia dal lieto fine, esempi di flop ce ne sono fin troppi negli ultimi tempi (ultimo, l'attempato Larry Crowne), ma ancora non si è trovato il modo di comunicare l'argomento con effetto. Se poi i produttori impediscono ai registi di confezionare una struttura concreta e allo stesso tempo divertente, non ci si può stupire se il risultato finale sia una commedia dai toni bassi e dal ritmo indeciso.
Ci si chiede infatti se questo nuovo filone poco corretto, sia giusto buttarlo nella mischia a freddo, senza riscaldamento. Certo i soggetti sono poco originali e sicuramente di scarso impatto, ma daltronde la commedia non deve essere per antonomasia complicata. Deve semplicemente divertire con skatch esilaranti, ritmi incalzanti, ben definiti e qualche caratterista dalla faccia “scema”.
Però c'è da dire che forse la fortuna, se si può chiamare tale, nell'incassare così tanto in poco tempo, è anche dovuta ad un trailer, fatto girare per volontà di Gluck nel web, che vede i due protagonisti in un originale pubblicità che ironizza sulla drammatica impossibilità di fare sesso senza incappare in percorsi amorosi.
Se volete gustarvi questo film poco pretenzioso, andate al cinema sapendo che incontrerete attori validi, una stupenda Mila Kunis, un marmoreo Justin Timberlake, un lieto fine che comunque, dovunque, fa sempre bene alla Società egoista e frenetica che sopportiamo. Non aspettatevi però l'esilarante scorretteza dei fratelli Farrelly o l'irriverente ironia di Richard Curtis.


Voto: 5.5/10

Andrea Bandolin

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