New
York, la grande terra delle occasioni e del frenetico vivere,
sboccato, strafottente. Los Angeles, il mondo delle star,
solare e falsamente educato schermo protettivo.
In
un certo qual senso sono loro le protagoniste di questo film,
caratterizzate rispettivamente (molto superficialmente)
dall'intraprendenza di Mila Kunis/Jamie e dall'aplomb
contemporaneo di Justin Timberlake/Dylan.
Sì
perchè lui prende un lavoro a New York come capo redattore di GQ ed
è lei, cacciatrice di talenti, a trovarglielo. Poi si conoscono, si
lamentano delle proprie delusioni amorose fatte di clichè triti e
ritriti, e decidono di avere una storia esclusiva, costruita
sul sesso. Solo sesso, tra amici, senza conseguenze sentimentalmente
imprigionanti.
Dati
alla mano, questo neofilone sembra risultare molto appetibile al
pubblico americano e anche in Italia qualche soldo lo ricava,
ma al di là della mera economia, qualche dubbio c'è sulla
concretezza che esprime.
Will
Gluck (già regista del simpatico Easy girl)
vorrebbe avere uno sguardo classico sul capitalismo soprattuto
americano, ma tranne qualche inserimento di citazioni a livello
casuale, il resto rimane probabilmente nella sua mente.
Quello
che esce dal clou del film (le scene di sesso) è una visione
abbastanza sterile e poco divertente di una coppia-noncoppia sempre
nuda. I due attori si sono divertiti (spiegano) e ciò si vede dalla
loro affinità e complicità durante le scene più “difficili”,
ma è una questione fine a se stessa, rintanata fuori dal rettangolo
che viene ripreso.
Nonostante
quindi bravi attori, da notare anche i comprimari (Jenkins su
tutti), la pellicola non decolla mai, anzi si stabilizza già
dall'inizio sul binario della prevedibilità. Appena vista la prima
scena, tralasciando piccoli particolari, si viene trasportati su una
strada molto banale e a tratti noiosa.
In
più la pellicola è affastellata da falsi moralismi, da
perbenismi (esempio l'Alzehimer del padre di lui), bilance di quello
spettacolo lussurioso che forse dovrebbe osare di più.
Sicuramente
si sta cercando di rifondare la commedia dal lieto fine, esempi di
flop ce ne sono fin troppi negli ultimi tempi (ultimo, l'attempato
Larry Crowne),
ma ancora non si è trovato il modo di comunicare l'argomento con
effetto. Se poi i produttori impediscono ai registi di confezionare
una struttura concreta e allo stesso tempo divertente, non ci si può
stupire se il risultato finale sia una commedia dai toni bassi e dal
ritmo indeciso.
Ci
si chiede infatti se questo nuovo filone poco corretto, sia giusto
buttarlo nella mischia a freddo, senza riscaldamento. Certo i
soggetti sono poco originali e sicuramente di scarso impatto, ma
daltronde la commedia non deve essere per antonomasia complicata.
Deve semplicemente divertire con skatch esilaranti, ritmi
incalzanti, ben definiti e qualche caratterista dalla faccia “scema”.
Però
c'è da dire che forse la fortuna, se si può chiamare tale,
nell'incassare così tanto in poco tempo, è anche dovuta ad un
trailer, fatto girare per volontà di Gluck nel web, che vede
i due protagonisti in un originale pubblicità che ironizza sulla
drammatica impossibilità di fare sesso senza incappare in percorsi
amorosi.
Se
volete gustarvi questo film poco pretenzioso, andate al cinema
sapendo che incontrerete attori validi, una stupenda Mila Kunis, un
marmoreo Justin Timberlake, un lieto fine che comunque, dovunque, fa
sempre bene alla Società egoista e frenetica che sopportiamo. Non
aspettatevi però l'esilarante scorretteza dei fratelli Farrelly
o l'irriverente ironia di Richard Curtis.
Voto: 5.5/10
Voto: 5.5/10
Andrea Bandolin

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