L'altro
ieri stavo passeggiando, tranquillo e beato, c'erano gli uccellini e
TRAC!, mi sfreccia uno di fianco, tutto agitato, manco dovesse
cambiare il mondo e mi dice di seguirlo. E chi sono io? La tua
passeggiatrice, che ti seguo così. Non esiste.
Poi
che ti vedo, un altro che mi dice la stessa cosa, sempre con la
smania di quello di prima.
No,
no. Non ci casco. Io me ne passeggio tranquillo, ci sono gli
uccellini, che poi ad andare veloci sembrano ornitorinchi. Tanto
prima o poi arrivo anche io.
E
quello là che fa? Lo segue! Non ci credo, lo segue, ma nemmeno lo
conosce, che cavolo ti segui. Mah? Io me ne resto tranquillo, ci sono
gli alberi in fiore tutti colorati. Che a correre tra l'altro
sembrano acquerelli sbavati.
Ne
passa un altro, SWUMM! Che vuoi? No, non vengo vi ho detto. Non
perdono occasione. A pensarci bene l'altro giorno l'avevo visto in
centro uno di questi, e un altro anche sotto casa, quando sono sceso
a fare la spesa, e poi al negozio di computer, c'è pieno zeppo là.
Sempre.
Che
poi pretendono che li segui, mica si fermano a spiegarti, vanno
avanti, veloci, tutti sempre agitati ed esigono di essere
accompagnati avanti. Io però me ne sto qui; c'è pure il ruscello,
tutto argentato, che se vai veloce ti scappa di andare al bagno.
Un
altro. Ancora? Che vuoi ancora, vabbè ti seguo e che cavolo. Non mi
fanno stare tranquillo. Non è che puoi decidere di non seguirli.
Fanno loro il gioco.
Ecco,
i capelli che mi vanno indietro. Non possiamo rallentare? Fa anche un
po' freddo. No, bisogna per forza andare avanti. Dice lui. Perchè?
Dico io. Perchè è importante andare avanti, se no che fai, ti
fermi? Dice lui. No, passeggio. Vado piano, c'è l'aria fresca. Così
veloce entrano i moscerini in bocca.
Devi
seguirmi, devi fare così, devi fare colà. Mai che mi chiedesse il
permesso. Ti carica su e ti porta via. Sembra che ci prenda pure
gusto a non lasciarti fermo un attimo. A passeggiare ci sono i
pensieri. Se vai veloce che fanno? Se ne vanno, ovvio. Anche perchè
alla fine non fai altro che chiederti dove ti porta quello. E finisce
che non riesci più a pensare. Diventi cretino poi.
Dove
andiamo? Dico io. Siamo arrivati. Dice lui. Oh, un po' di riposo. Ma
cos'è, un negozio di computer? Dico io. Sì, c'è il nuovo Apple.
Dice lui. Non mi interessa a me. Dico io. Vieni. dice lui.
E
mi porta frettolosamente che ancora i capelli mi vanno all'indietro.
Ehi, hai visto? Che cosa? Dico io. C'è il nuovo Apple. Dice lui. Sì,
me l'hai detto due secondi fa. Ti metti pure a ripetere? Dico io. No,
quello nuovo. Dice lui. Ma era appena uscito l'altro. Dico io.
Vieni!
E mi porta via. SWUMM! Dove andiamo ora? Dico io. Non possiamo
rallentare? Ciò la pipì. Ad andare veloci poi bagni la tavoletta.
Quel ruscello m'ha stimolato. NO! Mi risponde. Vieni con me.
Arriviamo
in un ospedale. Perchè mi porti qui? Non ci voglio stare, mi mette
tristezza. SWUMM! Ed entriamo in un laboratorio vicino. Guarda
quello, ha la cura per il cancro. Ottimo! Dico io. Allora qualcosa di
buono me la fai vedere. Senti però, possiamo uscire? SWUMM! Vedi
quest'uomo? Dice lui. Eh. Dico io. E' stato trattato con la cura che
t'ho mostrato prima. Dice lui. Ma è morto! Dico io. Era in fase
sperimentale. E pensare che era sano. Dice lui. Cosa? Allora è
cretino. Era. Dico io. No, l'ha fatto per il tuo futuro. Dice lui.
Mio? Che c'entro io. Ma non potevano su un malato vero? Dico io. Non
vogliono farlo. Sono egoisti. Se ne stanno più volentieri malati.
Dice lui. Ma è assurdo. Dico io. SWUMM!
Dove
siamo? Dico io. Su Plutone. Dice lui. Carino, ma non mi potevi
portare più su Marte o anche su Giove, visto che ci siamo? Che poi
me ne stavo tranquillo io, a passeggiare, c'erano i cagnolini che
giocavano. E ora mi trovo su Plutone. Che l'hanno pure declassato. Ma
da qui si vede l'altro Sistema Solare. Dice lui. Non me lo potevi
mostrare con più calma. Mi viene l'agitazione. E poi io che ci
faccio? Dico io.
E
li che s'incazza, si gira totalmente. Mi prende a schiaffi, mi dice
che non posso continuare ad andare avanti. Che ho finito lì. Ma
come? Mi prendi, pretendi che vengo con te e poi mi dici che non
continuiamo. Hai già visto abbastanza. Dice lui. Ma non ho visto un
cazzo! Dico io. Funziona così oggi. Bisogna andare avanti. O mi
segui...Dice lui...O resto indietro. Finisco io. No...o non ha senso
continuare. Dice lui. E allora. Dico io. E allora addio. Dice lui.
Morale.
Stavo passeggiando tranquillo e beato. Mi gustavo la vita e ora mi
ritrovo qua, su un quasi pianeta disperso nel nulla per fissare il
Sistema Solare del vicino. Che l'erba del Sistema Solare vicino è
sempre più verde. Per cosa poi? Per trovarmi morto, stecchito? Per
carità, ha anche senso. Essere morti su Plutone ha senso dopotutto.
Ma che cavolo però, lasciami andare piano. Che ti costa. Mica faccio
male a nessuno. Vabbè. Che ci vuoi fare. Niente. Tanto funziona
così.
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