lunedì 30 aprile 2012

A (s)passo coi tempi


L'altro ieri stavo passeggiando, tranquillo e beato, c'erano gli uccellini e TRAC!, mi sfreccia uno di fianco, tutto agitato, manco dovesse cambiare il mondo e mi dice di seguirlo. E chi sono io? La tua passeggiatrice, che ti seguo così. Non esiste.
Poi che ti vedo, un altro che mi dice la stessa cosa, sempre con la smania di quello di prima.
No, no. Non ci casco. Io me ne passeggio tranquillo, ci sono gli uccellini, che poi ad andare veloci sembrano ornitorinchi. Tanto prima o poi arrivo anche io.
E quello là che fa? Lo segue! Non ci credo, lo segue, ma nemmeno lo conosce, che cavolo ti segui. Mah? Io me ne resto tranquillo, ci sono gli alberi in fiore tutti colorati. Che a correre tra l'altro sembrano acquerelli sbavati.
Ne passa un altro, SWUMM! Che vuoi? No, non vengo vi ho detto. Non perdono occasione. A pensarci bene l'altro giorno l'avevo visto in centro uno di questi, e un altro anche sotto casa, quando sono sceso a fare la spesa, e poi al negozio di computer, c'è pieno zeppo là. Sempre.
Che poi pretendono che li segui, mica si fermano a spiegarti, vanno avanti, veloci, tutti sempre agitati ed esigono di essere accompagnati avanti. Io però me ne sto qui; c'è pure il ruscello, tutto argentato, che se vai veloce ti scappa di andare al bagno.
Un altro. Ancora? Che vuoi ancora, vabbè ti seguo e che cavolo. Non mi fanno stare tranquillo. Non è che puoi decidere di non seguirli. Fanno loro il gioco.
Ecco, i capelli che mi vanno indietro. Non possiamo rallentare? Fa anche un po' freddo. No, bisogna per forza andare avanti. Dice lui. Perchè? Dico io. Perchè è importante andare avanti, se no che fai, ti fermi? Dice lui. No, passeggio. Vado piano, c'è l'aria fresca. Così veloce entrano i moscerini in bocca.
Devi seguirmi, devi fare così, devi fare colà. Mai che mi chiedesse il permesso. Ti carica su e ti porta via. Sembra che ci prenda pure gusto a non lasciarti fermo un attimo. A passeggiare ci sono i pensieri. Se vai veloce che fanno? Se ne vanno, ovvio. Anche perchè alla fine non fai altro che chiederti dove ti porta quello. E finisce che non riesci più a pensare. Diventi cretino poi.
Dove andiamo? Dico io. Siamo arrivati. Dice lui. Oh, un po' di riposo. Ma cos'è, un negozio di computer? Dico io. Sì, c'è il nuovo Apple. Dice lui. Non mi interessa a me. Dico io. Vieni. dice lui.
E mi porta frettolosamente che ancora i capelli mi vanno all'indietro. Ehi, hai visto? Che cosa? Dico io. C'è il nuovo Apple. Dice lui. Sì, me l'hai detto due secondi fa. Ti metti pure a ripetere? Dico io. No, quello nuovo. Dice lui. Ma era appena uscito l'altro. Dico io.
Vieni! E mi porta via. SWUMM! Dove andiamo ora? Dico io. Non possiamo rallentare? Ciò la pipì. Ad andare veloci poi bagni la tavoletta. Quel ruscello m'ha stimolato. NO! Mi risponde. Vieni con me.
Arriviamo in un ospedale. Perchè mi porti qui? Non ci voglio stare, mi mette tristezza. SWUMM! Ed entriamo in un laboratorio vicino. Guarda quello, ha la cura per il cancro. Ottimo! Dico io. Allora qualcosa di buono me la fai vedere. Senti però, possiamo uscire? SWUMM! Vedi quest'uomo? Dice lui. Eh. Dico io. E' stato trattato con la cura che t'ho mostrato prima. Dice lui. Ma è morto! Dico io. Era in fase sperimentale. E pensare che era sano. Dice lui. Cosa? Allora è cretino. Era. Dico io. No, l'ha fatto per il tuo futuro. Dice lui. Mio? Che c'entro io. Ma non potevano su un malato vero? Dico io. Non vogliono farlo. Sono egoisti. Se ne stanno più volentieri malati. Dice lui. Ma è assurdo. Dico io. SWUMM!
Dove siamo? Dico io. Su Plutone. Dice lui. Carino, ma non mi potevi portare più su Marte o anche su Giove, visto che ci siamo? Che poi me ne stavo tranquillo io, a passeggiare, c'erano i cagnolini che giocavano. E ora mi trovo su Plutone. Che l'hanno pure declassato. Ma da qui si vede l'altro Sistema Solare. Dice lui. Non me lo potevi mostrare con più calma. Mi viene l'agitazione. E poi io che ci faccio? Dico io.
E li che s'incazza, si gira totalmente. Mi prende a schiaffi, mi dice che non posso continuare ad andare avanti. Che ho finito lì. Ma come? Mi prendi, pretendi che vengo con te e poi mi dici che non continuiamo. Hai già visto abbastanza. Dice lui. Ma non ho visto un cazzo! Dico io. Funziona così oggi. Bisogna andare avanti. O mi segui...Dice lui...O resto indietro. Finisco io. No...o non ha senso continuare. Dice lui. E allora. Dico io. E allora addio. Dice lui.
Morale. Stavo passeggiando tranquillo e beato. Mi gustavo la vita e ora mi ritrovo qua, su un quasi pianeta disperso nel nulla per fissare il Sistema Solare del vicino. Che l'erba del Sistema Solare vicino è sempre più verde. Per cosa poi? Per trovarmi morto, stecchito? Per carità, ha anche senso. Essere morti su Plutone ha senso dopotutto. Ma che cavolo però, lasciami andare piano. Che ti costa. Mica faccio male a nessuno. Vabbè. Che ci vuoi fare. Niente. Tanto funziona così. 

Nessun commento:

Posta un commento