martedì 10 gennaio 2012

Killer Elite


Un’aspettativa lacerante si destreggiava nel nostro animo alla visione di The Hurt Locker, quando la prima donna regista vinse la tanto agognata statuetta.
Il suo attendere, figlio di una guerra dove il soldato era portato all’eccesso psicologico, si palesa anche nella pellicola di Gary McKendry (la sua prima alla guida di un lungometraggio dopo il fortunato corto Everything in this country must) portando il fruitore alla confusione.
Sì perchè, anche se c’è una rievocazione al cinema di Peckinpah e alla conseguente omonima pellicola, questo suo riadattamento viaggia su percorsi ritmati ben poco delineati e molto attendeisti.
Vero che il “vecchio stile” a cui punta non è del tutto approntato; vero che l’action odierno ha bisogno di nuovi stimoli e meno disarticolazioni dell’immagine alla Transfomers, troppo confuse; vero anche che il tema spy-stories, dove dovrebbe recarsi il tutto, ha delle formazioni psicologiche poco sviscerate; ma, qesto blando ritmo, dai toni vintage e dalla spacconeria marziale di Casino Royale, percorre il rifiuto dello stesso assassino protagonista/Jason Statham (The Transporter) nella vicenda. Infatti vuole lasciare il mestiere, dopo aver ucciso un uomo di fronte ad un ragazzino, per dedicarsi alla vita normale con la sua fidanzata (la sempre bellissima Yvonne Strahovski della serie tv Chuck). Percorso interrotto dal rapimento del suo mentore Hunter/Robert de Niro (Everybody’s Fine) che potrà liberare solo se ritorna al mestiere per uccidere tre ex soldati della S.A.S., colpevoli dell’omicidio dei figli del mandante. In tutto questo una caccia al cacciatore da parte di una ufficiosa agenzia filo-S-A.S..
I contorni poco delineati del protagonista, pratici per la mimica ridotta di Statham/Danny, vengono supportati proprio da quel ritmo indeciso e blando che dà al complesso uno strano filo conduttore.
Ciò non toglie però che questa imbastitura convenzionalmente poco efficace, risulta simile ad uno specchietto per le allodole, ad un ritornello, unico baluardo piacevole prima della stroncatura.
Killer elite infatti ha le fattezze dello stesso De Niro, chiamato ad interpretare un personaggio dai contorni talmente mistici da essere spenti e irriconoscibili, virando verso una palpabile dimostrazione del regista, di scarsa esperienza cinematografica.

Voto: 5.5/10

Andrea Bandolin

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