sabato 10 marzo 2012

Easy A (Easy Girl)

Ci sono due universi scolastici nel cinema che noi italiani conosciamo: quello californiano, tutto zazzere biondicce e tavole da surf, e quello romano, terra terra, rozzo e votato al disfattismo interiore. L'uno piacevolmente irritante, l'altro apparentemente depressivo. Tralasciando ovviamente i vari topoi provenienti dagli altri Paesi.

Easy A invece, rappresenta quel mondo a parte che sembra collocarsi più in su, dove il cinema acquisisce una certa nomea, un certo qualsivoglia culto adolescenziale, trasportando lo spettatore comune verso lidi che sembrano non esistere, surreali o inventati che siano.

Will Gluck (Friends withBenefits) non è certamente quel regista esperienziato e talentuoso che si può intuire leggendo qualche rivista poco specializzata, ma in questo caso qualche piglio simpatico e interessante lo tira fuori (ma lo depone come bandiera bianca nel successivo già citato film).

Tutto ruota attorno a Olive Penderghast (Emma Stone, alla sua prima da protagonista), liceale intelligente, superiore e splendidamente rauca, che si trova catapultata in quel vorticoso ammasso di pettegolezzi che travolgono un'adolescente di quell'età.

Detta una bugia all'amica, sulla presunta perdita della verginità, la notizia si diffonde ponendola al centro delle chiacchiere da armadietto e aizzandola a continuare anch'essa il gioco come fosse un esperimento socio-antropologico, marchiandosi addirittura una A scarlatta sul petto.

Come detto, questa pellicola non è ne palesemente americana, né diversamente nostrana, ma viaggia su di un binario tutto suo, se vogliamo anche originale, premettendo però che l'originalità non sempre è sintomo di bellezza.

La protagonista è perfetta, l'alveare scolastico alla Mean Girls, creativamente caratterizzato, ma sia la regia, troppo incongrua per far parte dello stesso film e la sceneggiatura, spaziano in questioni filosofiche al di sopra delle potenzialità.

Gluck in ogni caso ha la bravura di aver scelto un'attrice che si farà notare nel mondo attoriale (già la vedremo nel colossal The Amazing Spider-Man), brava, bella e con un talento tutto da scoprire.

Gustatevi la sua roca interpretazione, che aumenta la caratura di questa pellicola interessante in principio, ma dai limiti evidenti.

Voto: 6/10

Andrea Bandolin

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